Sulla maglia ha impresso
il numero 16, perché ha rinunciato a indossare il tradizionale
numero 1, quello che gli spettava dopo la partenza di Amir Saipi.
David Von Ballmoos è un portiere soddisfatto, la sua porta è quasi
ermetica, e la sua retroguardia lo protegge a dovere. Il Lugano è
imbattuto ed è difficile fargli gol. Von Ballmoos, parlando con Blue
News, ha svelato il segreto dei ticinesi, l'ha definita: “la
scioltezza della vittoria”, sottolinea che anche quando
il Lugano non convince completamente, riesce a fare risultato, come è
capitato, ad esempio, nell'ultima di campionato. Croci-Torti la
chiamerebbe 'mentalità'. La squadra è diventata “coesa” dopo
l'ultima stagione, connotata da alcune polemiche di troppo, spiega: “Abbiamo raggiunto un posto in
Europa, ma c'era lo stesso delusione”. E i tre confronti vinti contro
il Thun hanno alimentato la frustrazione. La sensazione era la
seguente: “Ci siamo detti: c'è così tanta qualità in questa
rosa”. E questa convinzione bisognava trasferirla in campo. Von
Ballmoos sottolinea, inoltre, due aspetti fondamentali: il nuovo
stadio, capace di generare un'atmosfera che spinge a dare il meglio, e
costituisce davvero un dodicesimo uomo; il ruolo del tecnico, ritiene
la sua spinta decisiva, lo definisce come un trascinatore, e si sente che è 'un
allenatore del territorio'. Avverte che il cammino è lungo:
“Sappiamo com'è il calcio: ci saranno battute d'arresto”,
ma non è preoccupato: “Perché ora siamo solidi, siamo uniti”.
Il suo contratto scade nel 2029, ma nel lungo periodo si vede ancora
in Ticino, in città si trova a suo agio, anche perché le vittorie
aiutano a tentare di raggiungere la felicità.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)