Giocare a San Gallo non è mai
facile: tempo fa, anche Mattia Croci-Torti aveva raccontato quanto
sia impegnativo trovarsi di fronte l'Espenblock. Il Sitterstadion è
uno degli stadi più caldi della Svizzera, con quasi 20.000 posti a
sedere, e un grande tasso di occupazione dei medesimi. Un pubblico
appassionato, ma corretto, che lo scorso anno ha finalmente potuto
festeggiare la conquista di un trofeo, la Coppa svizzera, dopo
decenni di digiuno. Ci ricordiamo ancora una chiacchierata con Peter
Zeidler, a margine di una partita (vinta, tra l'altro) a Cornaredo
tra il Lugano e la formazione svizzero-orientale. Il tecnico
germanico, ormai prossimo al congedo dopo diverse stagioni, aveva gli
occhi lucidi per aver regalato alla tifoseria biancoverde la
possibilità di accedere all'Europa: «So che andranno ovunque, anche
negli angoli più nascosti del continente, pur di sostenere i
ragazzi», furono le sue parole quel giorno. L'ambiente che attende
il Lugano in Svizzera orientale, domenica alle 14 (arbitrerà il
signor Sven Wolfensberger, giovedì sera quarto uomo a San Siro),
sarà dunque questo. Di fronte ci sarà una squadra dal rendimento
altalenante, partita bene ma incappata in qualche inciampo nel
prosieguo della stagione, soprattutto dopo l'eliminazione dalle
competizioni europee per mano dei danesi del Nordsjælland (quattro
sconfitte e una vittoria nelle cinque partite successive). Il San
Gallo sembra però aver invertito la rotta: una sola sconfitta, a
Berna, e quattro vittorie nelle ultime cinque gare di campionato,
oltre all'affermazione in Coppa contro il Rapperswil. Un rendimento
che gli ha permesso di raggiungere, per ora, il quinto posto in
classifica, con cinque lunghezze di vantaggio sul Basilea, settimo.
Tutto sommato, un bilancio in linea con gli obiettivi di inizio
stagione.
In definitiva, una squadra in
fiducia che, davanti al proprio pubblico, vorrà confermarsi con una
vittoria di prestigio, riscattando il perentorio 4-1 incassato
all'AIL Arena a metà settembre. Il Lugano arriva ovviamente
lanciatissimo, pur nella consapevolezza che l'imminente pausa per le
nazionali sarà un toccasana per molti elementi, che iniziano ad
avvertire la fatica fisica e mentale dopo un periodo particolarmente
intenso. E all'orizzonte si profila un altro ciclo di impegni
altrettanto impegnativo: tre competizioni (in Coppa svizzera si
tornerà proprio qui il 2 dicembre) e tante trasferte, con cinque
viaggi consecutivi dal 26 novembre al 10 dicembre tra Conference
League, Coppa e campionato. Il tutto fino alla sosta natalizia, che
arriverà dopo la partita di Vaduz del 20 dicembre.
Mattia Croci-Torti ha le idee
chiare: sfruttare tutti i giocatori a disposizione, cercando le
giuste alchimie per dosare le energie e risparmiare gli elementi più
importanti. Certo, l'assenza di alcuni elementi (Hannes Delcroix, per
esempio) si farà sentire. Tuttavia, nutriamo grande fiducia in
«Gianni» Alioski, soprattutto se riuscirà a dimostrare di aver
risolto i suoi problemi fisici. Ci auguriamo inoltre che, in mezzo al
campo, Ahmed Kendouci possa offrire il proprio contributo di qualità.
Magari già a partire da domenica pomeriggio.
(Foto
Ticishot-Simone Andriani)