Nei mesi scorsi avevamo riferito della chiusura, avvenuta a Milano nel mese di maggio, della libreria Hoepli, uno dei più grandi negozi di libri della città meneghina, con un'ampia sezione dedicata anche allo sport. La storica rivendita di libri era stata fondata e gestita dalla famiglia svizzera Hoepli fin dalla prima metà del secolo scorso. Il destino dell'attività di vendita, come scrivevamo a suo tempo, sembrava segnato, nonostante rappresentasse da generazioni un punto di riferimento per i milanesi, dagli anni degli studi fino alla maturità.
Ora, però, secondo quanto riferisce la collega Raffaella Calandra sul *Sole 24 Ore*, alcuni cittadini milanesi hanno costituito un fondo con l'obiettivo di riportare la libreria alla riapertura.
Per il momento sarebbero 250 i sottoscrittori, anche se i promotori preferiscono continuare a definirsi semplicemente «tante persone». L'offerta da 4,5 milioni di euro è stata depositata e sarebbe già in fase avanzata il progetto di avviare una campagna di crowdfunding, per coinvolgere il maggior numero possibile di persone. Ora la palla passa a Laura Limido, incaricata della liquidazione del ramo d'azienda, che potrebbe aver ricevuto anche una seconda offerta da parte di una casa editrice. Quest'ultima ipotesi, tuttavia, trova spazio soltanto in alcune indiscrezioni di stampa, finora non confermate.
La Hoepli era una libreria indipendente e l'intenzione dei promotori è proprio quella di mantenerne l'identità, evitando che diventi il punto vendita di una realtà editoriale. I tempi per la riapertura dovrebbero essere piuttosto rapidi, anche se resta da sciogliere il nodo dell'affitto dei locali, situati in una zona centralissima e, come noto, di proprietà di Matteo, Giovanni e Barbara Hoepli. Sono previsti 19 dipendenti, mentre la quota minima di partecipazione al crowdfunding sarà di 200 euro, con la possibilità di sottoscrivere quote fino a 100.000 euro.
«In Italia le librerie indipendenti pesano solo il 10% e la Hoepli era quella che fatturava di più», ha raccontato Vittorio Graziani alla giornalista del *Sole*. Insieme all'avvocata Monica Colombera, sta cercando di far riaprire la libreria negli stessi locali e con la stessa insegna: una scelta in controtendenza, nella speranza di dar vita a una realtà simile a Waterstones Piccadilly, a Londra, o a La Central, a Barcellona, con spazi dedicati anche all'organizzazione di eventi.
Al progetto guarda con interesse anche la politica meneghina. In prima fila c'è il possibile candidato sindaco Mario Calabresi, ex direttore di testate nazionali, che ha parlato di una «ferita da risanare». Affaire à suivre, dunque.
Ora, però, secondo quanto riferisce la collega Raffaella Calandra sul *Sole 24 Ore*, alcuni cittadini milanesi hanno costituito un fondo con l'obiettivo di riportare la libreria alla riapertura.
Per il momento sarebbero 250 i sottoscrittori, anche se i promotori preferiscono continuare a definirsi semplicemente «tante persone». L'offerta da 4,5 milioni di euro è stata depositata e sarebbe già in fase avanzata il progetto di avviare una campagna di crowdfunding, per coinvolgere il maggior numero possibile di persone. Ora la palla passa a Laura Limido, incaricata della liquidazione del ramo d'azienda, che potrebbe aver ricevuto anche una seconda offerta da parte di una casa editrice. Quest'ultima ipotesi, tuttavia, trova spazio soltanto in alcune indiscrezioni di stampa, finora non confermate.
La Hoepli era una libreria indipendente e l'intenzione dei promotori è proprio quella di mantenerne l'identità, evitando che diventi il punto vendita di una realtà editoriale. I tempi per la riapertura dovrebbero essere piuttosto rapidi, anche se resta da sciogliere il nodo dell'affitto dei locali, situati in una zona centralissima e, come noto, di proprietà di Matteo, Giovanni e Barbara Hoepli. Sono previsti 19 dipendenti, mentre la quota minima di partecipazione al crowdfunding sarà di 200 euro, con la possibilità di sottoscrivere quote fino a 100.000 euro.
«In Italia le librerie indipendenti pesano solo il 10% e la Hoepli era quella che fatturava di più», ha raccontato Vittorio Graziani alla giornalista del *Sole*. Insieme all'avvocata Monica Colombera, sta cercando di far riaprire la libreria negli stessi locali e con la stessa insegna: una scelta in controtendenza, nella speranza di dar vita a una realtà simile a Waterstones Piccadilly, a Londra, o a La Central, a Barcellona, con spazi dedicati anche all'organizzazione di eventi.
Al progetto guarda con interesse anche la politica meneghina. In prima fila c'è il possibile candidato sindaco Mario Calabresi, ex direttore di testate nazionali, che ha parlato di una «ferita da risanare». Affaire à suivre, dunque.