Nel campionato italiano si
respira aria di rivoluzione, l'Inter non convince. Gasperini, da
Roma, è stato chiaro: non firmo per il secondo posto. Ma l'attacco
ai milanesi lo intende sferrare an che un vicino di casa: il Como. Le
intenzioni della squadra di Fabregas, in senso sportivo, sono
bellicose. I 9 gol segnati in Champions sono già storia e hanno
fatto il giro del mondo. “Gioca a un livello straordinario”,
questo il giudizio di Luis Enrique a proposito dei lariani.
Inter-Como è una partita cruciale. La sconfitta dei padroni di casa
è auspicata da nord e sud, sancirebbe che il titolo sia contendibile.
E le rivali maggiormente accreditate sarebbero Roma e Como,
legittimate dalle risposte che sta dando il campo. Gasperini e
Fabregas sono allenatori costruttori, sono stati capaci di dare
un'impronta ben definita alle loro squadre. Il primo lo ha fatto in
un ambiente caotico e complicato come quello romano. Il secondo è
l'ispiratore di un progetto realizzato, e sciorina un calcio moderno
e quasi all'avanguardia. Espugnare San Siro sarebbe un impresa significativa in ottica scudetto. E l'Inter? È in cerca di risposte, il
valore della rosa è indiscutibile a livello generale, ma palesa
delle lacune: il portiere alimenta sospetti e timori; la difesa manca
di un centrale capace di dirigere il reparto; in mediana servirebbe
un interditore. Roma e Como ci credono. Cosa sarebbe la vita senza
speranza?
SERIE A
All'assalto dell'Inter